Regione AbruzzoSALVAGUARDIA DEL PATRIMONIO NATURALE

Estate, bella stagione per le nostre vacanze, ma anche purtroppo momento ad alto rischio per i nostri stupendi boschi. Il grave problema degli incendi si ripresenta ad ogni stagione estiva, divorando ettari di boschi e macchie. Il danno e' enorme e lascia un segno indelebile. Chi vola incontra spesso queste grosse "cicatrici" sulle montagne ricoperte di piante, anche a distanza di molti anni.

Per fortuna sono molti i servizi per la tutela ambientale, anche se non saranno mai troppi. Da chi si occupa della prevenzione a chi effettua la ricostruzione del patrimonio arboreo ormai distrutto. Giocano un ruolo importantissimo i servizi di avvistamento incendi, il cui obiettivo e' quello di segnalare qualsiasi fumo sospetto, con il massimo anticipo, prima che possa trasformarsi in un grosso incendio boschivo. 

Ci sono vari modi per coordinare questa attivita', dall'avvistamento da punti fissi al pattugliamento con autoveicoli radiocollegati. In Abruzzo, grazie anche a moltissimi volontari, diversi gruppi coordinati scrutano i boschi durante la stagione bollente.

La Regione Abruzzo, nell'ambito della Protezione Civile, ha voluto aggiungere un servizio di inestimabile valore, offrendo un contributo agli Aeroclub di L'Aquila e Pescara per garantire un pattugliamento aereo dell'intero territorio regionale durante la maggior parte delle ore diurne. Si tratta senza dubbio del piu' efficiente tipo di controllo per avvistamento incendi, avendo gli osservatori a bordo del velivolo un punto di vista ottimale e potendosi spostare liberamente sul territorio.

L'equipaggio comunica mediante radio o telefono cellulare con gli enti a terra, i quali coordinano prontamente le attivita' di intervento. L'obiettivo e' la segnalazione della posizione di fumi sospetti o principi d'incendio fornendo riferimenti geografici oppure le coordinate rilevate con il GPS.

 

 

PIANO DI VOLO

Il piano di volo concordato prevede, per i velivoli dell'Aeroclub L'Aquila, il sorvolo della maggior parte del territorio abruzzese. A nord si oltrepassa il lago di Campotosto arrivando nei pressi del confine con il Lazio e Umbria, si prosegue aggirando il massiccio del Gran Sasso dal lato nord-est per poi spingersi a sud fino al lago di Barrea, nel Parco Nazionale d'Abruzzo, al confine con il Molise. Si torna sul lato ovest attraversando la Val Roveto fino a Pereto, limite occidentale al confine con il Lazio.

I velivoli dell'Aeroclub di Pescara pattugliano l'intera zona costiera spingendosi all'interno fino al massiccio della Maiella, completando cosi' l'intera copertura regionale.

Di seguito riportiamo una mappa su cui e' tracciato il piano di volo approssimativo (per visualizzare quello dettagliato sarebbe necessaria una risoluzione maggiore e una immagine di dimensioni molto piu' grandi). Alleghiamo il corrispettivo piano di volo in forma tabellare che comprende tutti i punti salienti.

Piano di volo (foglio Excel)

 

 

 

DECOLLO

Domenica 7 luglio 2002, turno secondo. Per me primo volo di avvistamento della stagione. Avevo in prenotazione il validissimo Cessna 172. Due persone a bordo, saggia decisione quella di non sovraccaricare il velivolo per motivi di prestazioni (esperienza fatta nei voli dell'estate precedente). Il caldo eccessivo e' uno dei fattori che riducono le prestazioni del motore. Inoltre spesso, a causa di nubi con base a relativa bassa quota, l'aereo e' costretto a scendere di quota per non entrare in nube. Dal momento che si attraversano zone con rilievi importanti, non e' raro trovarsi in condizioni di dover rifare quota in breve tempo.

Alle 10 del mattino sul piazzale c'e' l'ombra di un cumulo gigantesco. Il pensiero comune e' che di li a poco ci sarebbe stato un gran temporale. In effetti l'instabilita' dell'aria e' elevatissima, cumuli cosi' sviluppati normalmente si formano nel primo pomeriggio. Un peggioramento generale avrebbe fatto saltare il nostro turno la cui partenza era prevista per le 11.

Intanto prepariamo l'aereo e facciamo il pieno di carburante. Quando arriva il nostro turno osserviamo una coltre spessa di nubi a contatto con il Gran Sasso ed estesa fino al punto in cui e' previsto lo svalico. Sul campo la copertura di potrebbe definire "broken 6/8". Esitiamo qualche minuto, poi decidiamo di partire mettendo in conto, a causa della bassa quota della base nubi, probabili variazioni al piano di volo per motivi di sicurezza.

Decollo pista 18, virata di 180 gradi e prua nord per il primo riporto. Durante al salita siamo costretti a diminuire manetta e aumentare la velocita' con l'assetto per non far salire troppo la temperatura del motore. Guadagnando quota le cose migliorano, ce ne accorgiamo anche dal fresco che comincia a sentirsi in cabina.

 

 

 

Lago di Scandarello
Lago di Campotosto
A nord-est del Lago di Campotosto
A sud-est del Lago di Campotosto
Il massiccio del Gran Sasso
Vista da Fonte Vetica
IL PARCO NAZIONALE DEL GRAN SASSO E DEI MONTI DELLA LAGA

Voliamo lungo il confine occidentale del parco. L'aereo ad ala alta e' stupendo per l'osservazione del terreno. Periodicamente guardo il lato sinistro. Sotto di noi si alternano radure e stupendi boschi. Purtroppo ci sono anche i segni lasciati da incendi avvenuti in passato. Il mio compagno di volo mi informa che sul lato destro, all'interno del parco, non c'e' nulla da segnalare... meglio cosi'.

Ci stabilizziamo a 6000 ft e in prua ecco il nostro primo "waypoint", il lago di Scandarello. Stretto e sinuoso, e' collocato fra basse montagne ricoperte di boschi e terreni coltivati.

Viriamo a destra verso Campostosto, paese situato vicino le sponde del lago omonimo. Nei pressi del lago non ci sono aree dense di piante, ma poco lontano teniamo d'occhio dei fitti boschi sui costoni dei monti della Laga.

7000 ft. E' il momento di passare nel versante adriatico del Gran Sasso ma... davanti a noi un "muro" di nuvole! Alte forse 15000 ft e "aggrappate" al terreno senza possibilita' di andare avanti per quella prua. Prima variante al piano di volo. Saltiamo i punti di riporto del versante nord del Gran Sasso e dirigiamo direttamente su Castel del Monte, infilandoci a sinistra del Monte S. Franco.

Volando a filo del costone notiamo che il versante adriatico e' quasi totalmente coperto e forse c'e' anche pioggia. Poco male quindi, saranno meno probabili anche gli incendi.

 

 

 

Nuvole sopra Forca di Penne
Tra Forca di Penne e Popoli
La gola di Popoli
Monte Morrone
Campo di Giove
Castel di Sangro
IL PARCO NAZIONALE DELLA MAJELLA

Forca di Penne e Popoli sono semicoperti dalle nuvole. L'imponenza di questi cumuli cattura lo sguardo, ma e' il caso di fare il nostro lavoro tenendo sotto controllo le zone assolate.

Come da piano di volo proseguiamo verso sud costeggiando il Monte Morrone. Il suo versante occidentale, pieno di fitti boschi, e' completamente assolato. Per fortuna non ci sono fumi da segnalare.  Sulla nostra rotta adesso la copertura nuvolosa e' molto ridotta. Percorriamo il bordo ovest del Parco Nazionale della Maiella superando Pacentro, Campo di Giove, Pescocostanzo e Rivisondoli.

Abbandoniamo il Parco della Maiella puntando verso Castel di Sangro. Purtroppo abbiamo di nuovo grosse nuvole davanti, stavolta con base molto bassa. Non e' possibile girarci attorno data l'estensione. Manetta indietro per 2000 giri, aria calda al carburatore e diamo addio ai nostri 7000 ft. Per mantenere la distanza di sicurezza livelliamo a 5000 ft e entriamo nella piana di Castel di Sangro.

La terra molisana e' davanti a noi. Prua 270° verso il Lago di Barrea. Osservando il piano di volo si vede che questo punto rappresenta il giro di boa meridionale, dopo il quale si risalira' verso nord-ovest. Ci sembra pero' che la via sia nuovamente bloccata da scuri cumuli che vediamo avanti a destra appoggiati sulle alte montagne. Valutiamo di tornare indietro sui nostri passi se necessario. Andando avanti scopriamo invece che le grosse nubi sono addosate ai monti mentre la larga valle che dobbiamo percorrere e' libera e assolata.

Spesso non e' semplice stimare la compattezza delle nuvole durante il volo. Quando queste sono osservate da una quota analoga, per l'effetto prospettico, possono sembrare piu' numerose e compatte, anche se in effetti non lo sono. Solamente procedendo avanti, se lo spazio e' sufficiente per la sicurezza del volo e soprattutto per consentire di tornare indietro, si capira' meglio la loro reale disposizione. Cio' e' valido soprattutto se si vola in scenari con alte montagne. In aree pianeggianti invece un grosso aiuto ci viene offerto dalle zone di ombra e luce proiettate sul terreno.

 

 

 

Barrea e l'omonimo lago
Lato nord del Lago di Barrea
Il massiccio della Camosciara
Pescasseroli
Scanno e il suo lago
Vista del Lago di Scanno
IL PARCO NAZIONALE D'ABRUZZO

Sotto di noi il lago di Barrea. La scorsa estate ero nella stessa posizione quando un Canadair, impegnato nello spegnimento di un grosso incendio, viaggiava a pelo d'acqua per il rifornimento. E' davvero incredibile come un grande velivolo possa possa uscire a pieno carico da questo lago cosi' "incassato" tra le montagne. Davvero lodevole la preparazione e l'abilita' di questi piloti, che hanno ben poco da invidiare ai piloti di caccia militari.

Siamo nel Parco Nazionale d'Abruzzo. Affiancando l'imponente anfiteatro della Camosciara dirigiamo verso Pescasseroli, il piu' importante centro turistico del parco, sorvolando montagne completamente ricoperte di boschi. Credo che la zona sud della regione sia quella a piu' alto rischio di incendio per gli innumerevoli fitti boschi collocati in valli prive di strade e non visibili da alcun centro abitato. Per fortuna, anche in passato, non sono stati molti gli incendi da queste parti. Cio' rafforza la tesi della natura dolosa di molti incendi che, il piu' delle volte, si sviluppano in zone adiacenti le strade.

Abbiamo lasciato Pescasseroli, ora prua 037° diretti verso il lago di Scanno, il lago naturale piu' grande d'Abruzzo. Il pittoresco Scanno, affacciato sulla valle del Sagittario, rappresenta uno dei paesi abruzzesi piu' conosciuti al mondo per la sua arte, tradizioni, monumenti e riti. Siamo felici che anche qui non abbiamo nulla da segnalare al coordinamento della protezione civile.

 

 

 

San Vincenzo Valle Roveto
Capistrello
Una piccola radura tra i boschi
Una parte del massiccio del Sirente
Fontecchio - Convento S. Francesco
La piana di Rocca di Mezzo
IL PARCO REGIONALE DEL SIRENTE-VELINO

Usciti dal Parco Nazionale, ci spostiamo verso la Valle Roveto, volando a sud della conca del Fucino. La valle, posta tra Avezzano e Sora, e' molto densa di boschi. Qui e' nota la riserva naturale di Morino, meta turistica di molti amanti della natura. Sorvoliamo San Vincenzo, Capistrello, fino ad arrivare a Pereto, nella punta ovest della nostra regione.

Seguendo il piano di volo ora costeggiamo la parte settentrionale del Fucino, al traverso del Monte Velino. Di parco in parco ci ritroviamo in quello Regionale del Sirente-Velino.
Osservo sotto l'ala sinistra il massiccio del Sirente, che ospita meravigliosi faggeti. La nostra rotta prevede il giro intorno a questo massiccio, passando per Collarmele, Gagliano Aterno e Fontecchio nella valle dell'Aterno.

Da qui siamo abbastanza vicini al nostro aeroporto, ma per il controllo di tutte le aree boschive e' necessario tornare verso il monte Velino sorvolando la piana di Rocca di Mezzo e Campo Felice. Dopo la piana di Campo Felice incontriamo una zona eccezionalmente densa di piante che arriva ed oltrepassa il confine con il Lazio. La scorsa estate questa zona e' stata scenario di molteplici incendi. Per questo, e per la vastita' della zona, e' richiesta una particolare attenzione da parte nostra. Per fortuna non ci sono allarmi da dare.

 

 

 

RITORNO AL CAMPO

Il giro termina dopo aver sorvolato il monte Calvo, non molto distante dal Terminillo, nota localita' sciistica del Lazio. Circa tre ore dopo la partenza, troviamo migliorate le condizioni meteo sul campo, a dispetto di quanto previsto. Sole e vento leggero da sud-ovest.

"L'Aquila, India Charlie Charlie, volo avvistamento incendi, 3500 ft zona november, in lungo finale 18".

Sono circa le 14 e si conclude il turno di volo senza segnalazioni alla protezione civile, un bene per i bellissimi boschi d'Abruzzo. Al momento ci sono altri tre aerei in volo, essendo decollati i turni delle 12, 13 e 14. Ogni ora si alza in volo un aereo. Il territorio e' cosi' tenuto sotto controllo fino al tardo pomeriggio, in cui l'aria e' piu' fresca. Non significa che la prevenzione sara' totale, ci sono infatti incendi particolarmente violenti a causa del vento fortissimo che si sviluppano in pochissimo tempo anche durante la notte. C'e' anche il problema della corretta repressione dell'incendio, potendo le fiamme riprendere vita dopo lo spegnimento. Da parte nostra cerchiamo di fare del nostro meglio e desideriamo ringraziare a tutti quelli che lottano per la salvaguardia del nostro patrimonio naturale. Un ringraziamento anche al compagno di volo Alberto Cirella.

Paolo Berardi

 

[Home page ACV L'Aquila]